Telecamere in condominio: tutto su installazione e privacy

L’insicurezza che si percepisce in certe zone della città, spesso porta al desiderio di installare delle telecamere di sorveglianza all’esterno delle abitazioni per poter controllare il via vai di gente.

Ma un problema legato a questo argomento arriva soprattutto dalla privacy, particolarmente sentita soprattutto quando si parla di telecamere in condominio.

Ci sono diversi quesiti che in questo caso di poniamo:

  • Chi si occupa dell’installazione dell’impianto di videosorveglianza per il condominio?
  • Quali sono le zone da inquadrare quando si viola la privacy?
  • Chi è il responsabile del trattamento dei dati raccolti?
  • Per quanto tempo è possibile conservare le registrazioni delle immagini catturate delle telecamere?
  • Chi paga eventuali interventi della Polizia sui filmati in caso di denuncia di un singolo condomino, ecc…?

TELECAMERE IN CONDOMINIO: L’INSTALLAZIONE

La legge di riforma del condominio ha introdotto un nuovo articolo nel Codice civile, riguardo le telecamere in condominio.

L’articolo afferma che le deliberazioni nei confronti dell’installazione di tali impianti, devono essere approvate dall’assemblea.

Il numero dei voti necessario per l’approvazione deve essere pari ad almeno la metà degli intervenuti e ad almeno la metà del valore dell’edificio.

TELECAMERE IN CONDOMINIO: IL REATO

Sia il garante della privacy che la Corte di Cassazione, si sono più volte espresse sulle modalità di utilizzo degli impianti di videosorveglianza con o senza registrazioni e su quando si commette si commette reato con un loro utilizzo improprio.

Per la Cassazione, si commette reato di interferenze illecite nella vita privata, quando vi sono queste due circostanze:

  • La violazione di domicilio con strumenti di videosorveglianza;
  • L’attinenza delle notizie o immagini alla vita privata.

In pratica, il reato è tale se, per esempio, punto la telecamera in condominio che riprende il terrazzo o la finestra del vicino.

Il concetto principale è questo: non si può riprendere tutto ciò che non è liberamente visibile agli altri.

Quello che invece sostiene la consulta è che per violare la privacy è necessario che una persona ignori gli accorgimenti presi da un’altra evitando che si veda quello che succede nella sua proprietà.

TELECAMERE IN CONDOMINIO: IL CARTELLO

Secondo il Garante della Pricavy, esiste un solo caso per cui esporre il cartello per avvisare della presenza di telecamere in condominio, ovvero nell’eventualità in cui l’impianto di videosorveglianza inquadri le parti comuni, ovvero in cui potrebbe passare chiunque, anche una persona esterna al condominio.

Non è necessario invece quando le riprese vengono effettuate dai singoli condòmini per utilizzo personale.

TELECAMERE IN CONDOMINIO: CONSERVARE LE RIPRESE

Non si può tenere un archivio delle immagini registrate delle telecamere del condominio.

Le riprese devono essere cancellate già 24 ore dopo.

Vi sono però delle eccezioni che allungano i tempi di conservazione delle immagini. Può succedere in caso di:

  • Esigenze speciali come festività o chiusura di uffici o esercizi ubicati nel condominio;
  • Specifiche richieste investigative dell’Autorità o della Polizia Giudiziaria.

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